Sala del Corpus Christi

Questa piccola sala era l’antica cappella della casa signorile che ospita la processione del Corpus Christi, da cui la sala prende il nome. Si tratta di un evento importante nel calendario della Chiesa cattolica. La riproduzione esposta è opera di Vicente Julià, conosciuto anche con il soprannome di “Chauve“. Questo diorama è composto da oltre 1.200 figure in scala 45 mm e si estende lungo un percorso di oltre 27 metri. Fu realizzato nel 1980 e il suo autore si ispirò agli acquerelli di fra Bernardo Tarín de Juaneda, risalenti agli inizi del XX secolo. Le miniature riproducono i personaggi e i simboli più significativi dell’evento, terminando con la spettacolare Custodia. Si tratta di un’opera unica.

Corpus Christi Exposición Museo L'Iber
Procesión Corpus Christi Valencia

Un’altra attrazione che si può ammirare nella sala è la splendida rappresentazione in miniatura del Corpus Christi realizzata da Wiener Zinnfiguren di Ewald Kovar, composta da 406 figure piatte di alta qualità.

La sala è completata da un grande altare con nicchia, nella quale è collocata una scultura della Vergine degli Abbandonati, che gode di grande devozione a Valencia. Alla sua destra si trova una scultura di Sant’Antonio Abate, chiamato dai valenciani anche Sant Antoni del Porquet, poiché considerato il patrono degli animali. Infine, merita di essere risaltato il pavimento della sala, dato che è originale, realizzato in mosaico Nolla, molto caratteristico dello stile modernista valenciano.

Purtroppo, e come dato da tenere in considerazione osservando le figure, molte delle opere che compongono la processione in miniatura sono colpite dal cosiddetto “morbo del piombo”, che consiste in un deterioramento delle proprietà fisiche e chimiche del metallo. Lo si può notare nell’aspetto esteriore delle figure che ne sono affette, poiché presentano una sostanza biancastra: si tratta del carbonato di piombo che affiora al di sopra della vernice delle figure. È un processo irreversibile che può soltanto essere rallentato o prevenuto, ma non eliminato. Il laboratorio di restauro del Museo L’Iber lavora in attività di ricerca e sviluppo insieme all’Università Politecnica di Valencia per prevenire e restaurare le nostre opere.